giovedì 21 novembre 2013

Federico Janni: il fotografo dalla personalità rock.


Per lui uno scatto vale più di mille parole,  percui il pezzo che lo riguarda potrebbe concludersi cosi, ancor prima di iniziare realmente; ma con un colpo di tacco,- non a caso i texani che indossa mi suggeriscono l’osservazione -, ed una persistenza tipica di chi per conoscere s’interroga,  provo a delineare meglio l’immagine di Federico Janni.

“Indipendent Photographer” , da Milano, vola a Los Angeles, dove vive … esattamente, mi pare di comprendere,  dentro il sogno americano.

Non si è piegato al business, né al lato più “ social” del suo genere professionale, e mi confida che l’emozione più grande: “ la vivo ogni volta che torno in Italia ”.


Fisicato, tatuato, ed emancipato al punto giusto, di tutto il fashion che respira ne restituisce all’occhio più attendo un curioso contrasto.
L’intervista prende gusto, Federico si siede sul divano assumendo una posizione per nulla impostata


… “quest’uomo è deciso”,
penso tra me e me,  e mi ci vuole un attimo per comprendere che la personalità
che sto cercando di mettere a nudo,
attenzione la personalità,  lui spesso fa lo stesso con le donne,
- e ci sono dei suoi ritratti che tolgono il fiato -,
è molto rock.


 C’è qualcosa di carismatico, quanto familiare in lui, più lo osservo più mi sento letta come un libro aperto…eppure l’intervista la dovrei condurre io.
 
“ Qual è la tua canzone preferita?” provo a chiedergli portando la conversazione sul filo del banale, “Who wants to live forever” dei Queen,
tre secondi per rispondermi,
zero esitazioni,
ed ecco che mi sto proprio chiedendo: “ l’eternità è il nostro presente, ma chi aspetta in eterno?”.
… mi pare di capire che lui per niente!.
 
Osservo un suo scatto e 
 
 
provo a conoscerlo meglio, anche se è innegabile il mio imbarazzo, c’è qualcosa nel suo sguardo che mi lascia in silenzio - strano per una come me direbbe un caro amico!-, capirò solo dopo, che per Janni, “ la fotografia è un mezzo per comunicare la verità”, lui osserva, studia, e poi parla con le immagini, esattamente quello che ci si aspetta da un grande fotografo.
 
“ Il mondo della fotografia oggi e’ troppo influenzato dalla possibilità’ di scattare cosi,
 tanto per "…  e rompe il silenzio .
“Una volta con il rullino potevi usufruire di trentasei  pose e dovevi stare attento a non sprecarle; oggi vedo fare raffiche di foto solo perché si ha la possibilità’ di cancellarle , quindi e’ un semplice punta e scatta; personalmente preferisco  sempre “ far finta” di avere a disposizione  un numero limitato e studiare di più’ lo scatto , la composizione , il soggetto , la luce,… in pratica tutto quello che fa la differenza e costituisce una immagine professionale e di qualità”.
 
“Sa decisamente il fatto suo”: si sente, e si vede.
Mentre parla sfoglio il suo portfolio sul tablet, non c’è genere che non abbia proposto, - sa  proprio ricoprire ogni stile penso - quando l’espressività del mio volto deve avergli dato il là per l’esternazione:
“ In fotografia i miei soggetti preferiti sono lifestyle/street , viaggi  e persone ; di queste ultime soprattutto amo immortalare la bellezza delle donne , che siano nude o vestite “.
“Mi identifico nel raccontare qualche cosa , che sia moda , ritratto o street;  riprendo la naturalezza di questi elementi e la fotografo esaltandone la veridicità”.
 

 
  
 

 
 

“ Quello che non voglio manchi mai nei miei lavori è proprio la verità di quel che vedo, non amo per nulla quelle immagini ingessate; hai presente quelle foto dove vedi che la gente si sforza di sorridere?...ecco, no”.
“ Una foto per me è bella quando mi fa vibrare, quando mi comunica qualcosa di forte, e poi da non sottovalutare, quando il mio committente mi dice: “wow”;
 sai un “wow che vibra ”? ...si, quello che non si imposta…nemmeno a Hollywood”.
 
                                                                                                                           Deborah Brulard
 
 
 Federico Janni,                  
 Photographer | Vfx artist
 
 
 


 

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