La storia di Walking Wolf e gli amari tentativi di censura.
L'articolo 21 della Costituzione italiana garantisce a tutti il diritto di esprimere le proprie opinioni
con la parola, lo scritto, ed ogni altro mezzo di diffusione. Include il diritto di informare, essere
informati, ed il divieto di censura sulla stampa.
E se ufficialmente gli strumenti di tutela e garanzia esistono, al lato pratico, addentradosi negli
specifici casi, analizzandone i singoli fatti, si può affermare con certezza che sia veramente cosi?
Le vicende che negli ultimi due anni hanno coinvolto e travolto, Thomas Colussa ed il suo cane
lupo cecoslovacco Numb, i Walking Wolf, che da sempre narrano la loro quotidianità sui Social
Network, e non solo, parrebbe proprio far capire il contrario.
I due, protagonisti di una vita vissuta in montagna, tra scalate e primati raggiunti, (Numb è il cane
dei primati – 19 x4000 m s.l.m. , 26x3000 m s.l.m , primo cane salito in cordata sul Monte Bianco 4810 m.s.l.s,
primo cane ad aver scalato tutti i 10 Nos di Livigno – primo cane ad aver spostato il parametro di
raccolta dati nel rapporto cane/altitudine da 2500 m s.l.m a 4810 m.s.l.m.) documentano come sia
possibile vivere la montagna in combinato con il proprio cane, in sicurezza, diffondendo, con il
supporto di professionisti nei vari ambiti coinvolti ( veterinaria, guide alpine, nutrizionisti, ecc.) le
nozioni fondamentali, affinché questo possa essere intrapreso da chi ne sia interessato.
( La loro storia è meglio descritta ed approfondita nel loro primo libro : Io sono Numb www.walkingwolfofficial.com)
Un fiorente palmares per il binomio della montagna, che in uno dei suoi momenti più alti, subisce
una tragica battuta d'arresto.
Costretti in un primo momento ad uno stop forzato, attraverseranno successivamente un calvario di
interventi e cure veterinarie, nelle quali Numb più volte suggellerà il pericolo di vita, fino a
stazionarsi nella condizione attuale di disabile.
Compromesso l'uso delle zampe posteriori in forma irreversibile, oggi la deambulazione avviene
grazie al supporto di un carrellino, ed anche tutte le funzionalità posteriori sono espletabili solo con
l'avvento di Thomas.
“ Sin da quando è arrivato Numb nella mia vita, ho iniziato a registrare storie sui miei profili
social, o a fare dirette” racconta Thomas, “ con leggerezza ed ironia le prime hanno poi lasciato
il passo, mano a mano che anche noi ci avventuravamo nelle varie escurisioni in montagna, ad una narrazione della quotidianità, che ha coinvolto ed appassionato sempre più seguaci, fino a
riconoscersi in una vera e propria community”.
Ed è proprio un mondo di seguaci amanti del duo e forti sostenitori del loro modo di essere e vivere
che concretamente non perdono l'occasione per dimostrare, sia la loro presenza, che la loro
condivisione a quanto vissuto e subito dal binomio.
“ Il mio modo di essere trasparente e schietto, di non aver paura di usare una parolaccia come
rafforzativo, il mio disinteresse nel garantire un linguaggio pulito come cliché di bella, ma
sopratutto giusta apparenza, la mia totale sottrazione a fili, registri e padroni nella
comunicazione, mi hanno avvicinato a molti, moltissimi, e questo loro stessi, me lo testimoniano
e me lo confermano in ogni accadimento”.
I numeri, le vendite ( oggi Walking Wolf è un brand con partner, iniziative ed indotti derivanti dal
mondo della montagna vissuta in combinato con il cane) e le iniziative in cui entrano in campo,
come seguaci o come veri e propri promotori, lo testimoniano in modo inconfutabile.
In quest'ultimo periodo storico per i due, ancor di più.
“ La condizione clinica attuale di Numb è il frutto di tutta una serie di pregressi ed accadimenti
che ci hanno letteralmente travolto. Una via crucis che ci ha inondato negli ultimi due anni, e
che ci ha portato ad avere a che fare con veterinari, cliniche, e specialisti che non sempre hanno
operato in trasparenza. Ho narrato ogni accadimento, come faccio sempre, dai miei profili
social, e con carte, anzi cartelle – quando me le hanno fornite – alla mano, ho aggiornato i
follower di quel che stavamo attraversando”.
“ A gran voce, la mia, mettendoci sempre la faccia, sempre la mia, ho raccontato tutto, ed haimé
tanti, troppi, amanti degli animali, e possessori di animali d'affezione, si sono visti e riconosciuti
in quel che ci stava capitando. Ho tentato più e più volte di non trattare i casi di mala sanità
veterinaria di cui ero vittima sui social, ed in qualche occasione ci sono anche riuscito, ma in
altre no”.
“In particolar modo mi riferisco a tutto il vissuto con la Clinica San Marco, nella quale Numb
mi è stato dimesso con un sieroma non trattato e quindi con tutta una serie di complicanze
dovute a questo, periziatemi da chi invece successivamente lo ha accolto e soccorso”.
“Da qui ho sempre dovuto difendermi. Non era sufficiente avere un cane disabile in costante
pericolo e non più autosufficiente, no, si è voluti andare ben oltre: attacchi collaterali alla mia
professione, ricerca di contaminazione della mia personale capacità imprenditoriale con i miei
parnership, tentativi di insabbiamento di testimonianze (la community di Walking Wolf ha
condiviso con il mio legale la narrazione delle proprie esperienze nella Clinica San Marco),
perquisizioni da parte dei Carabinieri presso la mia abitazione alla ricerca di materiale audio e
video inerente la vicenda, e chissà cos'altro dovrò ancora vedere, tutto con l'intento di non farmi
parlare”.
Il sentimento comune di necessità di giustizia e verità ha smosso la community Walking Wolf, e non
solo, perché il com'era, ed il com'è oggi Numb, fa male a tanti.
E' nata così, spontaneamente, e da parte del web, una petizione per avere giustizia per Numb.
Si chiede di fare luce e chiarezza su quanto clinicamente successogli, e che si appurino le negligenze ed i suoi responsabili.
In pochi giorni, nemmeno 3, la petizione conta già oltre 7000 firme, ed il numero è in costante e
continua crescita.
Il messaggio maggiormente diffuso e lasciato a testimonianza del sostegno è
“ Tutti possono essere Numb”, sintomo del fatto che c'è un sentimento comune di consapevolezza
di voler avere e dar voce al proprio animale, sempre più inseparabile e fedele compagno di vita.
Deborah Brulard
