Friday, April 17, 2026

Fino a che punto siamo liberi di parlare? Walking Wolf Story

 La storia di Walking Wolf e gli amari tentativi di censura. 



L'articolo 21 della Costituzione italiana garantisce a tutti il diritto di esprimere le proprie opinioni

con la parola, lo scritto, ed ogni altro mezzo di diffusione. Include il diritto di informare, essere

informati, ed il divieto di censura sulla stampa.

E se ufficialmente gli strumenti di tutela e garanzia esistono, al lato pratico, addentradosi negli

specifici casi, analizzandone i singoli fatti, si può affermare con certezza che sia veramente cosi?

Le vicende che negli ultimi due anni hanno coinvolto e travolto, Thomas Colussa ed il suo cane

lupo cecoslovacco Numb, i Walking Wolf, che da sempre narrano la loro quotidianità sui Social

Network, e non solo, parrebbe proprio far capire il contrario.

I due, protagonisti di una vita vissuta in montagna, tra scalate e primati raggiunti, (Numb è il cane

dei primati – 19 x4000 m s.l.m. , 26x3000 m s.l.m , primo cane salito in cordata sul Monte Bianco 4810 m.s.l.s,

primo cane ad aver scalato tutti i 10 Nos di Livigno – primo cane ad aver spostato il parametro di

raccolta dati nel rapporto cane/altitudine da 2500 m s.l.m a 4810 m.s.l.m.) documentano come sia

possibile vivere la montagna in combinato con il proprio cane, in sicurezza, diffondendo, con il

supporto di professionisti nei vari ambiti coinvolti ( veterinaria, guide alpine, nutrizionisti, ecc.) le

nozioni fondamentali, affinché questo possa essere intrapreso da chi ne sia interessato.

( La loro storia è meglio descritta ed approfondita nel loro primo libro : Io sono Numb  www.walkingwolfofficial.com)

Un fiorente palmares per il binomio della montagna, che in uno dei suoi momenti più alti, subisce

una tragica battuta d'arresto.

Costretti in un primo momento ad uno stop forzato, attraverseranno successivamente un calvario di

interventi e cure veterinarie, nelle quali Numb più volte suggellerà il pericolo di vita, fino a

stazionarsi nella condizione attuale di disabile.

Compromesso l'uso delle zampe posteriori in forma irreversibile, oggi la deambulazione avviene

grazie al supporto di un carrellino, ed anche tutte le funzionalità posteriori sono espletabili solo con

l'avvento di Thomas.

“ Sin da quando è arrivato Numb nella mia vita, ho iniziato a registrare storie sui miei profili

social, o a fare dirette” racconta Thomas, “ con leggerezza ed ironia le prime hanno poi lasciato

il passo, mano a mano che anche noi ci avventuravamo nelle varie escurisioni in montagna, ad una narrazione della quotidianità, che ha coinvolto ed appassionato sempre più seguaci, fino a

riconoscersi in una vera e propria community”.

Ed è proprio un mondo di seguaci amanti del duo e forti sostenitori del loro modo di essere e vivere

che concretamente non perdono l'occasione per dimostrare, sia la loro presenza, che la loro

condivisione a quanto vissuto e subito dal binomio.

“ Il mio modo di essere trasparente e schietto, di non aver paura di usare una parolaccia come

rafforzativo, il mio disinteresse nel garantire un linguaggio pulito come cliché di bella, ma

sopratutto giusta apparenza, la mia totale sottrazione a fili, registri e padroni nella

comunicazione, mi hanno avvicinato a molti, moltissimi, e questo loro stessi, me lo testimoniano

e me lo confermano in ogni accadimento”.

I numeri, le vendite ( oggi Walking Wolf è un brand con partner, iniziative ed indotti derivanti dal

mondo della montagna vissuta in combinato con il cane) e le iniziative in cui entrano in campo,

come seguaci o come veri e propri promotori, lo testimoniano in modo inconfutabile.

In quest'ultimo periodo storico per i due, ancor di più.

“ La condizione clinica attuale di Numb è il frutto di tutta una serie di pregressi ed accadimenti

che ci hanno letteralmente travolto. Una via crucis che ci ha inondato negli ultimi due anni, e

che ci ha portato ad avere a che fare con veterinari, cliniche, e specialisti che non sempre hanno

operato in trasparenza. Ho narrato ogni accadimento, come faccio sempre, dai miei profili

social, e con carte, anzi cartelle – quando me le hanno fornite – alla mano, ho aggiornato i

follower di quel che stavamo attraversando”.

“ A gran voce, la mia, mettendoci sempre la faccia, sempre la mia, ho raccontato tutto, ed haimé

tanti, troppi, amanti degli animali, e possessori di animali d'affezione, si sono visti e riconosciuti

in quel che ci stava capitando. Ho tentato più e più volte di non trattare i casi di mala sanità

veterinaria di cui ero vittima sui social, ed in qualche occasione ci sono anche riuscito, ma in

altre no”.

“In particolar modo mi riferisco a tutto il vissuto con la Clinica San Marco, nella quale Numb

mi è stato dimesso con un sieroma non trattato e quindi con tutta una serie di complicanze

dovute a questo, periziatemi da chi invece successivamente lo ha accolto e soccorso”.

“Da qui ho sempre dovuto difendermi. Non era sufficiente avere un cane disabile in costante

pericolo e non più autosufficiente, no, si è voluti andare ben oltre: attacchi collaterali alla mia

professione, ricerca di contaminazione della mia personale capacità imprenditoriale con i miei

parnership, tentativi di insabbiamento di testimonianze (la community di Walking Wolf ha

condiviso con il mio legale la narrazione delle proprie esperienze nella Clinica San Marco),

perquisizioni da parte dei Carabinieri presso la mia abitazione alla ricerca di materiale audio e

video inerente la vicenda, e chissà cos'altro dovrò ancora vedere, tutto con l'intento di non farmi

parlare”.

Il sentimento comune di necessità di giustizia e verità ha smosso la community Walking Wolf, e non

solo, perché il com'era, ed il com'è oggi Numb, fa male a tanti.

E' nata così, spontaneamente, e da parte del web, una petizione per avere giustizia per Numb.

 Si chiede di fare luce e chiarezza su quanto clinicamente successogli, e che si appurino le negligenze ed i suoi responsabili.

In pochi giorni, nemmeno 3, la petizione conta già oltre 7000 firme, ed il numero è in costante e

continua crescita.

Il messaggio maggiormente diffuso e lasciato a testimonianza del sostegno è

“ Tutti possono essere Numb”, sintomo del fatto che c'è un sentimento comune di consapevolezza

di voler avere e dar voce al proprio animale, sempre più inseparabile e fedele compagno di vita.


La petizione


Deborah Brulard  


Tuesday, February 3, 2026

6 ZAMPE IN MONTAGNA : dove quel “ e poi “ ha il sapore di un cane lupo cecoslovacco e della montagna.


“ E scalando le montagne con il mio cane che ho attraversato il mio buio, e mi sono salvato”.

                                         Carlo Costa 




Con una voce a tratti più spezzata, e qualche lieve indugio dovuto al vivo ricordo del dolore vissuto, che Carlo Costa insieme al suo cane lupo cecoslovacco Thor, in arte social 6 zampe in montagna, parla della sua rinascita. 

Una lotta con un “male moderno”  poco conosciuto, molto spesso sottovalutato, le cui ripercussioni sono alimentate da in una serie di stereotipi e preconcetti sociali che la rendono ancor più potente e letale: la depressione. 

Carlo, protagonista indiscusso di un riscatto esistenziale, insieme a Thor, il suo fedele compagno di vita, grazie alla

montagna, quella che cura, oggi può dirsi salvo, al di là del crepaccio. 



                              * LA STORIA 


“ yDopo aver contratto il Covid ed essermi negativizzato, mi sono, giorno dopo giorno sempre più, ritrovato in una condizione di buio assoluto”.

“Senza comprenderne il vero motivo mi sentivo inghiottire in un baratro di apatia ed inerzia tali, che nulla di quella che era la mia quotidianità aveva più un senso”.

“ Volevo, e mi affannavo a cercare, la solitudine più estrema.  Mi rifugiavo in camera mia per passare lunghissime ed interminabili ore a piangere, a disperarmi, divorato da un malessere che lentamente mi sottraeva…avvertivo solo una forte pressione esistenziale che rasentava l’annullamento”. 

“ Chi mi stava affianco non capiva, non percepiva questo mio scivolare nel fondo, o forse io mi impegnavo a non farlo capire … non lo so…”

“ Sicuramente ero anche condizionato da un vero senso di vergogna, dovuto al fatto che nella realtà provinciale in cui vivo io, la depressione, soprattutto in un ragazzo giovane, è letta come mancanza di ambizione. Più che avere una fragilità, anzi una vera e propria malattia, vieni additato come uno svogliato, uno scansafatiche,  che si rifugia all’ombra di mamma e papà. Quindi  per questo preferivo nascondere, facendomi ancor più male”. 

“ Nella mia condizione sempre più marcata di sospeso nel nulla, ho toccato il fondo anch’io”.

“ Una sera in macchina, rientrando dal lavoro, ho pensato che la soluzione giusta, l’unica, fosse quella di accelerare e centrare una pianta …all’ultimo ho sterzato”. 


E mai virata fu più profetica verrebbe da dire oggi, con il senno di poi. 


“ E stato forse il momento più basso della mia esistenza. Non mi tolsi la vita, ma mi spaventai molto di me stesso, e di come mi ero ridotto. Fu un momento quello che invece di chiudermi gli occhi per sempre, me li apri”. 

“ Non stetti bene subito, ma piano piano inizia a risalire. Al contempo all’epoca attuai dei cambiamenti. Andai a vivere da solo, e mi presi un cane. Ne avevo sempre desiderato uno, ma fino ad allora non concretizzai mai”.

“ Individuai un cucciolo di cane lupo cecoslovacco, e prima di fare il passo mi documentai bene sulla razza, e sulle sue peculiarità; non è una tipologia di cane adatta a tutti, e volli esserne consapevole per intero



“ Occuparsi di un essere che dipendeva totalmente da me, e’ stata una buona ragione per ritornare ad alzarsi la mattina… nuovi ambienti, con nuove abitudini e necessità, mi hanno aiutato, quasi senza che me ne accorgessi, a riemergere” . 


                                      * LA MONTAGNA 

Il cane lupo cecoslovacco è una razza con esigenze precise e ben delineate, che se esaudite e rispettate correttamente, permettono all’esemplare stesso di crescere e svilupparsi in completa armonia e serenità. 

Uno dei suoi elementi principe è proprio la montagna. 


“ Thor aveva bisogno di camminare molto, nella sua indole c’è la montagna; è così che per portarlo a “scaricare” ho iniziato a fare escursioni nella mia zona”. “ Mi documentavo impegnandomi, ma mantenendo sempre un approccio amatoriale”. 

“ Camminando, passo dopo passo, lui era felice ed appagato, ed io dietro a lui stavo sempre meglio”. 

“ Abbiamo fatto molte uscite, fino ad arrivare al raggiungimento del Gran Paradiso in Valle D’Aosta ( Thor e’ il primo cane che legalmente, con tutte le autorizzazioni rilasciate dall’Ente Parco, ha raggiunto la cima- ndr) che è stato per noi un bel traguardo”. 

“ Dalla cima l’esistenza cambia prospettiva”. 

Oggi siamo arrivati a 15x4000 e 14x3000 … ma in questi numeri e record personali, c’è oltre alle nostre 6 zampe, la zampata reale di Walking Wolf”. 




Walking Wolf, realtà imprenditoriale,quanto pioniera,  nel Mondo della Montagna vissuta in combinato con il cane, di Thomas Colussa e Numb, (www.walkingwolfofficial.com) e’ stata preziosa guida professionale nella strutturazione del binomio 6 zampe in montagna



Seppur l’aneddoto con cui ci siamo conosciuti è definibile oggi come un bel  misunderstanding (

 ci rido ancora su) direi che anche l’incontro con Thomas Colussa è stato uno di quelli che ti cambiano in meglio la vita”.

“ Thomas è un’enciclopedia vivente della montagna, sa tutto. Anche di quelle che non ha percorso se n’è comunque documentato acquisendone una conoscenza approfondita…e’ un portento. 

E poi c’è sempre. 

Mi ha riempito di consigli e inondato di nozioni salvifiche sia per me, che per Thor.  

Dalla sicurezza, all’allenamento, fino all’alimentazione, la sua preparazione e’ a 360 gradi, e quando me la fornisce raggiungo con certezza gli obiettivi prefissati”. 

“ Grazie a lui, ed alla disciplina dello Skialp da lui fondata in combinato con il cane, posso vivere appieno la montagna con Thor anche in inverno, e questo è meraviglioso per entrambi”. 

“ Per me ad oggi è un vero motivo di orgoglio essere da lui indottrinato, seguito e sponsorizzato. Nutro profonda stima nei suoi confronti, e sia Thor che io siamo fortunati ad aver conosciuto due “ apripista “ così… ironia della sorte, grazie alle loro nozioni, riportiamo sempre a casa la pelle”. 



                        * I SOCIAL NETWORK & GLI HATERS. 


E se l’ossigenante montagna nel pieno delle sue ricchezze regala la sua ennesima guarigione, non può dirsi altrettanto del contaminato mondo social dove anche Carlo e Thor si interfacciano con la narrazione delle loro avventure. 

La genuinità della montagna si interseca alla fitta tossicità della rete. 

Se quest’ultima non viene gestita con le dovute distanze, il mare di invidia, cattiveria e frustrazione gratuite che invadono questi ambienti virtuali (nella fattispecie quello di Walking Wolf dapprima, 6 zampe in montagna dopo)  tendono a compromettere quanto acquisito all’aria aperta.


“ Nemmeno Thor ed io siamo immuni da questi leoni da tastiera. Che uno lo debba mettere in conto esponendosi è’ ok, ma arrivare fino a dover subire delle minacce di morte no. Non tutti e non sempre si è così forti da farsi scivolare tutto addosso”.

“ Quello che noto con più frequenza è che ci vogliono ( il plurale si riferisce in primis al consueto apripista Thomas Colussa con Numb- ndr) male, perché amiamo i nostri animali e cerchiamo di dargli tutto il meglio delle nostre possibilità”. 

“ Per fare un esempio recente, ho da poco cambiato la dieta a Thor in funzione dei consigli della nutrizionista del team Walking Wolf, ed ho inserito il sale rosa dell’Himalaya … al cospetto delle critiche e degli attacchi che ho subito, un terrorista avrebbe ricevuto il Premio Nobel per la Pace”.

Ed anche Thomas per le attuali condizioni di salute di Numb ( quest’ultimo divenuto di recente paraplegico in seguito all’esplosione di un’ernia ed ad una concatenata serie di eventi di imprudente gestione veterinaria - ndr ) ha subito i peggiori insulti, minacce ecc, anche in momenti delicati ed inopportuni… e questo perché?” 

“ Perché a mio dire,  ci invidiano l’amore che abbiamo per loro,  ed il rapporto di dualismo che riusciamo a costruire con i nostri cani”. 

Suggerirei, se solo mi ascoltassero, di rallentare, di ridimensionare e di mettersi in gioco e provare a fare quel che facciamo noi. Per pigrizia, ignoranza e molta mediocrità preferiscono infamarci piuttosto che evolversi cimentandosi in cose nuove. Questo approccio carico di cattiveria,  lo trovo molto triste, ma ancor più avvilente quando avviene, perché capita molto spesso, da presunte figure che si definisco “ professionisti del settore animale”. 


Una storia, quella di Carlo e Thor, a lietissimo fine, che oltre ad essere da monito per molti altri che magari si possono sentire persi, ci testimonia , una volta di più,  come la montagna sia in grado di essere faro. 


“ La montagna, vissuta con Thor, mi ha fatto riscoprire l’amore per me stesso e per la vita, e mi ha fatto capire che si può cadere, anche con facilità, ed inaspettatamente, ma così come si tocca il fondo, ci si puo, e ci si deve,  rialzare”. 

“ Esattamente come la fa natura che e’ ciclica con le sue stagioni, anche la nostra esistenza è fatta di fasi, di momenti che vanno affrontati per quello che sono… perché c’è sempre un…e poi  … “

“ Se avessi accelerato e non sterzato quella notte in auto, mi sarei perso tutto il bello, che mai mi sarei immaginato, ma che ho vissuto dopo, insieme a Thor”. 


                                 Deborah Brulard



***Carlo & Thor sono su Ig all’ID: 6_zampe_in_montagna e su Tik Tok all’ID: www.tiktok.com/@carlocosta ***