Tuesday, February 3, 2026

6 ZAMPE IN MONTAGNA : dove quel “ e poi “ ha il sapore di un cane lupo cecoslovacco e della montagna.


“ E scalando le montagne con il mio cane che ho attraversato il mio buio, e mi sono salvato”.

                                         Carlo Costa 




Con una voce a tratti più spezzata, e qualche lieve indugio dovuto al vivo ricordo del dolore vissuto, che Carlo Costa insieme al suo cane lupo cecoslovacco Thor, in arte social 6 zampe in montagna, parla della sua rinascita. 

Una lotta con un “male moderno”  poco conosciuto, molto spesso sottovalutato, le cui ripercussioni sono alimentate da in una serie di stereotipi e preconcetti sociali che la rendono ancor più potente e letale: la depressione. 

Carlo, protagonista indiscusso di un riscatto esistenziale, insieme a Thor, il suo fedele compagno di vita, grazie alla

montagna, quella che cura, oggi può dirsi salvo, al di là del crepaccio. 



                              * LA STORIA 


“ yDopo aver contratto il Covid ed essermi negativizzato, mi sono, giorno dopo giorno sempre più, ritrovato in una condizione di buio assoluto”.

“Senza comprenderne il vero motivo mi sentivo inghiottire in un baratro di apatia ed inerzia tali, che nulla di quella che era la mia quotidianità aveva più un senso”.

“ Volevo, e mi affannavo a cercare, la solitudine più estrema.  Mi rifugiavo in camera mia per passare lunghissime ed interminabili ore a piangere, a disperarmi, divorato da un malessere che lentamente mi sottraeva…avvertivo solo una forte pressione esistenziale che rasentava l’annullamento”. 

“ Chi mi stava affianco non capiva, non percepiva questo mio scivolare nel fondo, o forse io mi impegnavo a non farlo capire … non lo so…”

“ Sicuramente ero anche condizionato da un vero senso di vergogna, dovuto al fatto che nella realtà provinciale in cui vivo io, la depressione, soprattutto in un ragazzo giovane, è letta come mancanza di ambizione. Più che avere una fragilità, anzi una vera e propria malattia, vieni additato come uno svogliato, uno scansafatiche,  che si rifugia all’ombra di mamma e papà. Quindi  per questo preferivo nascondere, facendomi ancor più male”. 

“ Nella mia condizione sempre più marcata di sospeso nel nulla, ho toccato il fondo anch’io”.

“ Una sera in macchina, rientrando dal lavoro, ho pensato che la soluzione giusta, l’unica, fosse quella di accelerare e centrare una pianta …all’ultimo ho sterzato”. 


E mai virata fu più profetica verrebbe da dire oggi, con il senno di poi. 


“ E stato forse il momento più basso della mia esistenza. Non mi tolsi la vita, ma mi spaventai molto di me stesso, e di come mi ero ridotto. Fu un momento quello che invece di chiudermi gli occhi per sempre, me li apri”. 

“ Non stetti bene subito, ma piano piano inizia a risalire. Al contempo all’epoca attuai dei cambiamenti. Andai a vivere da solo, e mi presi un cane. Ne avevo sempre desiderato uno, ma fino ad allora non concretizzai mai”.

“ Individuai un cucciolo di cane lupo cecoslovacco, e prima di fare il passo mi documentai bene sulla razza, e sulle sue peculiarità; non è una tipologia di cane adatta a tutti, e volli esserne consapevole per intero



“ Occuparsi di un essere che dipendeva totalmente da me, e’ stata una buona ragione per ritornare ad alzarsi la mattina… nuovi ambienti, con nuove abitudini e necessità, mi hanno aiutato, quasi senza che me ne accorgessi, a riemergere” . 


                                      * LA MONTAGNA 

Il cane lupo cecoslovacco è una razza con esigenze precise e ben delineate, che se esaudite e rispettate correttamente, permettono all’esemplare stesso di crescere e svilupparsi in completa armonia e serenità. 

Uno dei suoi elementi principe è proprio la montagna. 


“ Thor aveva bisogno di camminare molto, nella sua indole c’è la montagna; è così che per portarlo a “scaricare” ho iniziato a fare escursioni nella mia zona”. “ Mi documentavo impegnandomi, ma mantenendo sempre un approccio amatoriale”. 

“ Camminando, passo dopo passo, lui era felice ed appagato, ed io dietro a lui stavo sempre meglio”. 

“ Abbiamo fatto molte uscite, fino ad arrivare al raggiungimento del Gran Paradiso in Valle D’Aosta ( Thor e’ il primo cane che legalmente, con tutte le autorizzazioni rilasciate dall’Ente Parco, ha raggiunto la cima- ndr) che è stato per noi un bel traguardo”. 

“ Dalla cima l’esistenza cambia prospettiva”. 

Oggi siamo arrivati a 15x4000 e 14x3000 … ma in questi numeri e record personali, c’è oltre alle nostre 6 zampe, la zampata reale di Walking Wolf”. 




Walking Wolf, realtà imprenditoriale,quanto pioniera,  nel Mondo della Montagna vissuta in combinato con il cane, di Thomas Colussa e Numb, (www.walkingwolfofficial.com) e’ stata preziosa guida professionale nella strutturazione del binomio 6 zampe in montagna



Seppur l’aneddoto con cui ci siamo conosciuti è definibile oggi come un bel  misunderstanding (

 ci rido ancora su) direi che anche l’incontro con Thomas Colussa è stato uno di quelli che ti cambiano in meglio la vita”.

“ Thomas è un’enciclopedia vivente della montagna, sa tutto. Anche di quelle che non ha percorso se n’è comunque documentato acquisendone una conoscenza approfondita…e’ un portento. 

E poi c’è sempre. 

Mi ha riempito di consigli e inondato di nozioni salvifiche sia per me, che per Thor.  

Dalla sicurezza, all’allenamento, fino all’alimentazione, la sua preparazione e’ a 360 gradi, e quando me la fornisce raggiungo con certezza gli obiettivi prefissati”. 

“ Grazie a lui, ed alla disciplina dello Skialp da lui fondata in combinato con il cane, posso vivere appieno la montagna con Thor anche in inverno, e questo è meraviglioso per entrambi”. 

“ Per me ad oggi è un vero motivo di orgoglio essere da lui indottrinato, seguito e sponsorizzato. Nutro profonda stima nei suoi confronti, e sia Thor che io siamo fortunati ad aver conosciuto due “ apripista “ così… ironia della sorte, grazie alle loro nozioni, riportiamo sempre a casa la pelle”. 



                        * I SOCIAL NETWORK & GLI HATERS. 


E se l’ossigenante montagna nel pieno delle sue ricchezze regala la sua ennesima guarigione, non può dirsi altrettanto del contaminato mondo social dove anche Carlo e Thor si interfacciano con la narrazione delle loro avventure. 

La genuinità della montagna si interseca alla fitta tossicità della rete. 

Se quest’ultima non viene gestita con le dovute distanze, il mare di invidia, cattiveria e frustrazione gratuite che invadono questi ambienti virtuali (nella fattispecie quello di Walking Wolf dapprima, 6 zampe in montagna dopo)  tendono a compromettere quanto acquisito all’aria aperta.


“ Nemmeno Thor ed io siamo immuni da questi leoni da tastiera. Che uno lo debba mettere in conto esponendosi è’ ok, ma arrivare fino a dover subire delle minacce di morte no. Non tutti e non sempre si è così forti da farsi scivolare tutto addosso”.

“ Quello che noto con più frequenza è che ci vogliono ( il plurale si riferisce in primis al consueto apripista Thomas Colussa con Numb- ndr) male, perché amiamo i nostri animali e cerchiamo di dargli tutto il meglio delle nostre possibilità”. 

“ Per fare un esempio recente, ho da poco cambiato la dieta a Thor in funzione dei consigli della nutrizionista del team Walking Wolf, ed ho inserito il sale rosa dell’Himalaya … al cospetto delle critiche e degli attacchi che ho subito, un terrorista avrebbe ricevuto il Premio Nobel per la Pace”.

Ed anche Thomas per le attuali condizioni di salute di Numb ( quest’ultimo divenuto di recente paraplegico in seguito all’esplosione di un’ernia ed ad una concatenata serie di eventi di imprudente gestione veterinaria - ndr ) ha subito i peggiori insulti, minacce ecc, anche in momenti delicati ed inopportuni… e questo perché?” 

“ Perché a mio dire,  ci invidiano l’amore che abbiamo per loro,  ed il rapporto di dualismo che riusciamo a costruire con i nostri cani”. 

Suggerirei, se solo mi ascoltassero, di rallentare, di ridimensionare e di mettersi in gioco e provare a fare quel che facciamo noi. Per pigrizia, ignoranza e molta mediocrità preferiscono infamarci piuttosto che evolversi cimentandosi in cose nuove. Questo approccio carico di cattiveria,  lo trovo molto triste, ma ancor più avvilente quando avviene, perché capita molto spesso, da presunte figure che si definisco “ professionisti del settore animale”. 


Una storia, quella di Carlo e Thor, a lietissimo fine, che oltre ad essere da monito per molti altri che magari si possono sentire persi, ci testimonia , una volta di più,  come la montagna sia in grado di essere faro. 


“ La montagna, vissuta con Thor, mi ha fatto riscoprire l’amore per me stesso e per la vita, e mi ha fatto capire che si può cadere, anche con facilità, ed inaspettatamente, ma così come si tocca il fondo, ci si puo, e ci si deve,  rialzare”. 

“ Esattamente come la fa natura che e’ ciclica con le sue stagioni, anche la nostra esistenza è fatta di fasi, di momenti che vanno affrontati per quello che sono… perché c’è sempre un…e poi  … “

“ Se avessi accelerato e non sterzato quella notte in auto, mi sarei perso tutto il bello, che mai mi sarei immaginato, ma che ho vissuto dopo, insieme a Thor”. 


                                 Deborah Brulard



***Carlo & Thor sono su Ig all’ID: 6_zampe_in_montagna e su Tik Tok all’ID: www.tiktok.com/@carlocosta ***

 




















Tuesday, December 23, 2025

Walking Wolf: haters ed altre storie.




“ Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola” era il motto del Magistrato Paolo Borsellino spesso associato alla lotta alla Mafia che ha fatto e segnato la storia del nostro Bel Paese. 

Ed il nocciolo della questione,  a ben vedere,  che ha innondato e travolto  il duo Walking Wolf, Thomas Colussa ed il suo cane lupo cecoslovacco Numb, oggi cane disabile, e’ proprio la totale mancanza di omertà esercitata da Colussa in amari accadimenti che li hanno visti, loro malgrado, protagonisti. 

Pionieri indiscussi nel mondo della montagna vissuta in combinato con il cane, dalla registrazione di primati e traguardi da record, alla fondazione di un mondo ruotante attorno al binomio, i passi sono stati impegnativi e non privi di ostacoli. 

“ Incasso i colpi della vita come tutti, e difficilmente sono uno che attacca per primo, perché sono consapevole che ci sono sedi opportune per tutto. I social network, che mi hanno dato moltissimo in questi anni, dall’arrivo di Numb in poi, sono un’ottima vetrina, un luogo in cui interagisco con il nostro seguito, ma nel quale difficilmente per primo inizio “battaglie denigratorie o campagne di odio e persecuzione” a differenza di quanto ultimamente mi accusino che al contrario io sia solito fare”. 

“ È per altro, altrettanto, vero che devo difendermi, e quando sono obbligato a farlo, racconto quello di cui sia Numb che io siamo vittime, coinvolgendo il “nostro Branco” ed argomentando loro tutto quel che sostengo”. 

Un flusso sempre in crescita di sostenitori attenti e partecipi che si amalgamano lì uni agli altri come uno scudo solido, compatto e coeso, che li aiuta, li supporta e li difende in tutto e per tutto, perché sempre trattati dai due come “parte della famiglia”. 

Nel bene o nel male mi espongo ogniqualvolta le situazioni lo richiedono, o quando queste possono essere da monito ed aiuto ad altri”. 

Negli ultimi anni, con le vicissitudini nefaste che hanno riguardato Numb e la sua salute, le varie cliniche, ed ai vari professionisti a cui mi sono rivolto, pensando di aver scelto l’eccellenza nell’ambito richiesto,  ho sempre più dovuto raccontare fatti e verità molto scomode a tanti, in primis ai professionisti coinvolti”. 



“ Mi sono adoperato per il bene assoluto di Numb, mi sono fatto in quattro per avere tutte le disponibilità economiche adeguate per fronteggiare le spese delle cure e degli interventi, ma questo non è bastato. Non ho acconsentito alla soppressione di Numb, propostami piu di una volta, ed oggi è un cane disabile, ma vivo”. 

Non nego che molte volte mi sono interrogato sul fatto che sia vivo, e questo con tutti i limiti a cui è soggetto, significa che è comunque un essere con un corpo, la cui storia clinica, soprattutto degli ultimi mesi, è tracciabile, appurabile e verificabile”.

Numb c’è, con una vivibilità limitata e totalmente sconvolta, e Thomas al cospetto di un cane che se solo un anno fa era paragonabile ad un alpinista professionista in ottima salute, oggi ha dovuto reinventarsi in toto. 

Una routine diversamente abile, con incombenze indispensabili e necessarie delle quali Thomas per amore di Numb,  si è preso carico  con costanza e determinazione a dir poco ammirevoli.

“ Non ho mai mollato, mentre era in pericolo di vita, ho sempre detto e ripetuto che per me la montagna ha senso solo se vissuta con Numb, e mi sono rimboccato le maniche per far sì che ancora oggi, seppur in forma diversa, questo sia possibile”. 

Una tenacia ed una forza  che supportano un ventaglio di valori che hanno molto “delle persone di montagna” di cui loro stessi ne sono nativi. 

Una serie di atteggiamenti propositivi e resilienti che li rendono comunque vincenti, anche in realtà limitate, e questo non sempre piace; alcuni infatti sostengono che se il cane è in condizioni critiche la responsabilità sia tutta di Thomas e della sua inadeguata conduzione. 

Considerazioni sbrigative, a tratti superficiali, che comodamente vengono diffuse da chi vive un senso di frustrazione ed impotenza dinnanzi all’incapacità di emulare le loro imprese montane,  o da chi ha necessità di spostare l’ago delle responsabilità, proiettando le proprie su Colussa. 



“ È da un paio di settimane che sono stato attenzionato da una veterinaria che sui social avrebbe indetto una vera e propria spedizione punitiva, da lei capitanata e da pochi, pochissimi altri seguaci, per rivelare le sue vere verità virtuali sulla salute di Numb e sulle mie colpe… un attacco curioso, a tratti anche divertente per quanto è surreale e contraddittorio”. 

A far colore ed ambiente social, contorti quanto nebulosi trattati, esposti con una teatralità un po acerba,  guarnita da parallelismi improbabili ed inconsistenti, che tentano di restituire all’interlocutore delle diagnosi componenti la storia clinica di Numb e della per lei certa scelleratezza di Colussa nel condurre la malattia di Numb. 

A guarnire il tutto una petizione per la difesa della deontologia e dell’etica della categoria, di cui per altro Colussa, di quella vera e professionale, ne nutre ( e non ne ha mai fatto mistero) profonda stima. 

Se non fosse che Numb non ha più l’uso delle zampe posteriori e la nostra vita da Guinness è stata irreversibilmente compromessa, mi verrebbe da ridere davanti a queste esclamazioni”.

“ E questa è solo una delle innumerevoli castronerie udite nelle ultime settimane. La veterinaria in questione, che preciso non ho mai visto né conosciuto nella mia vita, né tanto meno Numb, si è addirittura fatta paladina della giustizia dei diritti, dell’etica e della deontologia della sua categoria con algoritmi stridenti e poco realistici”. 

“ I veterinari seri e professionali nutrono da sempre la mia più totale stima e riconoscenza … purtroppo non tutti sono così, e ne ho le prove”. 

Che il web sia pieno di tuttologi è un’amara, quanto inutile, verità; da cosa siano mossi questi portatori di conoscenze altrui, rimane un mistero. 

“ Mi attaccano dicendo di essere interessanti solo al benessere animale, che io metterei a rischio per i miei scopi, ma si dimenticano di precisare che sulle mie spalle, quel che invece ricercano loro,  e’ solo ed esclusivamente il bene dell’animale sociale che rappresentano”. 



“ Amo profondamente Numb, e non lo metterei mai e poi mai a rischio, e per tutto il resto lascio che sia la nostra vita ed i fatti che facciamo a parlare per noi”. 



Deborah Brulard